Terremoti in Italia
Scritto da: pimot in attualità, tags: Abruzzo, catastrofe, disastro ed omicidio plurimo colposi, giustizia, impunità, ricostruzione, solidarietà
Alle ore 3 e 32 della notte tra il 5 ed il 6 aprile 2009 in Abruzzo (in particolare L’ Aquila e sua provincia) una scossa di terremoto del 5,8 grado della scala Richter ha devastato quella zona, provocando 298 morti, oltre 1000 feriti ed oltre 60.000 sfollati, facendo registrare anche la totale scomparsa del paese Onna, che ha avuto 40 morti su un totale di 300 abitanti.
L’Italia – è noto – è un paese a grave rischio sismico per oltre 1/3 del suo territorio e soltanto dal XX secolo ad oggi dobbiamo registrare almeno una cinquantina di terremoti con oltre 170.000 morti e danni materiali incalcolabili.
Tra quelli più devastanti ricordiamo:
- 28 dicembre 1908 grado 7,1 scala Richter, distrusse Reggio Calabria e Messina con oltre 130.000 morti
- 13 gennaio 1915 grado 7, in Abruzzo con circa 30.000 morti;
- 23 luglio 1930 grado 6,6, nella zona del Monte Vulture in Basilicata con oltre 1.400 morti;
- 15 giugno 1968 grado 6,4, il Belice in Sicilia, con 370 morti;
- 6 maggio 1976 grado 6,4, in Friuli con circa 1.000 morti;
- 23 novembre 1980 grado 6,9 della scala Richter, in Irpinia con oltre 2.900 vittime.
Nel XXI secolo si sono registrati già una quindicina di terremoti, fortunatamente con poche vittime, anche se grande è stato il dolore provato quel 31 ottobre 2002 quando si verificò a San Giuliano di Puglia il crollo della scuola elementare, che registrò la morte di 27 bambini con la loro maestra.
La terra che trema, le urla di terrore, i corpi straziati sotto le macerie lasciano esterrefatti ed increduli, in particolare quando le scosse si ripetono e lo scisma sismico sembra non aver fine e le speranze di trovare ancora qualche sopravvissuto vengono meno con il passare dei giorni. La vita però continua e, pur affron- tandone tutte le difficoltà – non ultime le difese dagli elementi della natura – forte è il desiderio di continuare a rendere più lunga possibile la propria esistenza.
Nei momenti di gravi difficoltà (basti pensare all’ultimo dopo guerra) ed in tutte le situazioni di crisi (come ad esempio i grandi guasti idrogeologici), gli italiani hanno sempre dato il meglio per solidarietà personale, basti pensare alle innumerevoli iniziative promosse per i terremotati dell’ Abruzzo. E’ compito poi delle Isti- tuzioni nazionali intervenire per la tutela dei bisogni dei cittadini, come del resto previsto dall’ art. 38 della nostra Costituzione.
Questo ci porta però a riflettere sul nostro dovere civico, che deve ricercare ad ogni costo le responsabilità- se ve ne fossero – e quindi procedere con giustizia nei confronti di chi ha perso tanto per causa del terre- moto e forse per l’incuria/disonestà di qualcuno. Forse è opportuno ricordare che il Giappone convive con il problema quotidiano dei sismi, ma le loro normative sono certamente rispettate e fortunatamente non si registrano eventi di una tanto negativa portata per i danni provocati.
Certo in molti casi non sono stati effettuati i dovuti controlli, nonostante le ripetute segnalazioni degli abitanti di quelle zone e del resto non è neppure concepibile in un Paese civile che, a distanza di tanti anni dall’evento, non siano ancora chiusi i processi dell’ Irpinia: forse si attendono eventuali prescrizioni oppure altri indulti e ciò a tutto beneficio del dilagare dell’irresponsabilità e dell’impunità.
A proposito di responsabilità, cosa dire degli edifici pubblici devastati, ad esempio l’Ospedale Civile, causa la non ottemperanza e forse in dispregio a quanto ottemperato dalla vigente legislazione in materia di terremoti? E cosa dire del crollo della Casa dello Studente, nonostante le ripetute segnalazioni e verifiche di crepe nei muri? Cosa dire alle famiglie dei quattro studenti morti, che hanno fatto grossi sacrifici per mandarli all’Università e che ora non possono fare altro che piangerli?
Gli apparati statali e sociali sono certamente dispendiosi ma, se funzionassero sempre per il bene comune, saremmo tutti disposti anche a maggiori sacrifici, pur di eliminare il più possibile la feccia umana che solo per il proprio tornaconto mette a repentaglio la vita di tanti connazionali, con tutti i costi poi inerenti alla ricostruzione.
Da recenti studi effettuati su zone a rischio sismico, è emerso che la maggiore concentrazione di Radon nel sottosuolo è causata da tensioni nella crosta terrestre. Al riguardo – anche se non vi è certezza assoluta che tale fenomeno possa essere causa di terremoti – non era forse il caso di approfondire quanto affermato dal tecnico vulcanologo Giampaolo Giuliani in merito al notevole aumento di concentrazione di Radon nella zona di Sulmona? Si è addirittura pervenuti ad una denuncia per procurato allarme – ovviamente minimizzando il fenomeno, con la certezza di ritenere impossibile cha un terremoto possa essere prevenuto – proprio da parte del responsabile della Protezione Civile Guido Bertolaso.
Al momento, la Procura della Repubblica dell’ Aquila ha aperto un fascicolo contro ignoti per almeno due ipotesi di reato: disastro colposo ed omicidio plurimo colposo. Attendiamo con fiducia gli sviluppi, non per spirito di vendetta ma per dare giustizia a tanti nostri connazionali, colpiti nelle cose materiali e soprattutto negli affetti personali.

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